«L'interesse per la fotografia. I corsi frequentati di teoria della cinematografia. Gli innumerevoli rotoli sparsi sui ripiani delle sue librerie. Un obiettivo lasciato vicino al computer. Un corpo di reflex sempre addietro. L'interesse al noumeno. L'analisi introspettiva delle riprese. Tutti questi sono gli elementi base fenomenologica dell'indagine conoscitiva, percepita ed udita per tramite del foro stenopeico.
Questa la fotografia di Alessio Varisco. Un sovrappiù di rimandi ad "altro" rispetto il visibile e il tutto, mediato da uno strumento meccanico -le lenti di un obiettivo fotografico- che vibra e vuole far vibrare le corde del sentimento fermando e soffermandosi su "eventi", a prima vista "minimi", per riportare la luce di cui tanto spesso l'uomo ha un estremo recondito bisogno. L'evento luce in Alessio è come una "danza". La "luce" diviene la sua affannosa ricerca.
La sua fotografia è come una voce per immagini. Una sorta di percezione uditiva e fonetica -a volte timbrica- che, dal lirismo, si sposta su sponde spontaneamente scevre di sovrappiù, giungendo, in ultimo, all'essenziale. Questa la sua foto!».
Teodolinda
Varisco
Presidente dell'Associazione
Culturale
Técne Art Studio